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2021

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Adapting Cities | One Planet Talks

Inserire la natura all’interno della progettazione e gestione urbana è la chiave per sviluppare città più ospitali e resilienti ai cambiamenti climatici.

 

Mai come oggi bisogna porre al centro la natura, ridisegnare le nostre città progettando e riqualificando gli spazi liberi e verdi in funzione del benessere, della qualità della vita e della sicurezza dei cittadini. Oggi le aree urbane devono affrontare sfide molto complesse come rispondere efficacemente agli effetti dei cambiamenti climatici, ridurre gli impatti derivanti da un territorio estremamente impermeabilizzato o promuovere una buona gestione delle acque urbane e degli ecosistemi acquatici. Inserire la natura all’interno della progettazione e gestione urbana è la chiave per sviluppare città più resilienti e ospitali.

 

Stiamo assistendo alla crescita urbana più significativa di tutti i tempi. È stato stimato che nel 2050 le persone che abitano in città aumenteranno di 2,4 miliardi. Questo porterà inevitabilmente ad una rapida espansione dell’urbanizzazione, il cui tasso di crescita sarà equivalente alla costruzione di una metropoli come Londra ogni 7 settimane. 

 

Non a Caso l'Onu (Agenda 2030) scrive: “È nelle città che la battaglia per lo sviluppo sostenibile si vince o si perde. È qui che si concentra l’80% del PIL mondiale, che si consuma il 75% dell’energia, che si produce più della metà delle emissioni di gas serra. Ed è sempre nelle aree urbane che nel 2050 vivrà circa il 70% della popolazione mondiale”.

 

La natura, all’interno e all’esterno delle città, è cruciale non solo per mantenere la biodiversità, ma anche per assicurare il benessere delle persone, che dipende strettamente dai benefici che la natura ci fornisce. La vita sedentaria, l’inquinamento atmosferico, la mancanza di conoscenza e di contatto con l’ambiente naturale stanno provocando l’aumento di una serie di patologie, come asma, depressione, disturbi dell’attenzione, etc. Tutti sintomi e segnali che, in particolar modo durante l’infanzia, possono essere definiti come derivanti da vero e proprio "deficit di natura", un disturbo che coinvolge bambini che vivono in agglomerati urbani e che non hanno contatti frequenti con ambienti verdi.

 

Ne abbiamo parlato in occasione del primo dei "One Planet Talks" la serie di webinar sulle sfide globali tenuti dagli esperti della Comunità Scientifica WWF:

  • Andrea Filpa – Professore presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre 
  • Sergio Castellari – Primo Tecnologo presso l’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia e Attachè (Esperto Clima e Ambiente) Rappresentanza Permanente d'Italia alle Nazioni Unite, New York (USA)

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