TIPOLOGIA

Video

MACROAREA

Costruire il futuro

La sfida della complessità

Noi siamo Natura

ANNO

2021

PUBBLICO

Ragazzi Adulti

LINGUA

English

KEYWORDS

mare mediterraneo oceano biodiversità biodiversità marin

Blue Future - Un mare. Tre voci. Una visione condivisa per il Mediterraneo

Il Mediterraneo è uno dei mari economicamente più importanti del mondo. Pur coprendo solo l’1%dell’oceano mondiale, genera un valore economico annuo di ca. 450 miliardi di dollari derivante da attività legate all'ambiente marino, in particolare pesca e turismo. Questa “economia blu” dipende però da ecosistemi marini sani e ricchi di biodiversità. Negli ultimi anni, l’economia blu è cresciuta rapidamente, aumentando le pressioni su un ambiente già fragile. Oggi quasi l'80% degli stock ittici mediterranei valutati è sovrasfruttato. La regione è la prima destinazione turistica del mondo e una delle sue rotte marittime più trafficate, con conseguente aumento dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua, con oltre mezzo milione di tonnellate di plastica che ogni anno finiscono a mare. A questo si aggiunge il cambiamento climatico: il nostro bacino si sta riscaldando del 20% più velocemente della media globale, causando l’ulteriore perdita e il degrado degli habitat, l'introduzione di specie tropicali invasive e una drammatica diminuzione della biodiversità marina nell'intera regione.Il nostro mare sta perdendo la sua capacità funzionale e quindi la possibilità di sostenere a lungo le nostre società e le nostre economie. Se vogliamo continuare a lavorare e vivere vicino e grazie al mare, non solo dobbiamo proteggerlo efficacemente ma anche trasformare il nostro rapporto con le sue risorse e il modo in cui le utilizziamo. E i periodi di crisi sociale ed economica come quello che stiamo vivendo offrono importanti opportunità per creare sistemi economici e sociali più sostenibili e duraturi. Energie rinnovabili, pesca sostenibile, turismo alternativo, trasporto marittimo a basse emissioni di carbonio. Le soluzioni che il mare ci offre sono già a portata di mano. Migliaia di persone in tutta Europa, soprattutto le generazioni più giovani, mettono a frutto le proprie competenze e passioni per favorire questo nuovo rapporto, costruendo la propria vita in un nuovo equilibrio con il Mediterraneo.

 

Blue Future racconta le storie di tre individui che non sono rimasti in silenzio davanti alle minacce e allo sfruttamento subiti da un mare a cui sono profondamente legati. Hanno deciso di agire. Hanno studiato, viaggiato, cercato nuove idee, lavorato e superato le sfide poste da un sistema troppo spesso cieco e senza capacità di supporto per coloro che vogliono una reale trasformazione.Marina, Rania e Simone non si conoscono. Vivono in paesi diversi, parlano lingue diverse, sono cresciuti circondati da culture e comunità diverse. Eppure condividono la stessa visione. Un futuro in cui l'uomo e la natura convivono e collaborano, in cui la tecnologia viene utilizzata per rafforzare la biodiversità anziché impoverirla e si possono realizzare progetti innovativi per creare ecosistemi resilienti e posti di lavoro più gratificanti. Marina, Rania e Simone sono i volti di una storia molto più grande. Proprio come loro, molti altri giovani professionisti e imprenditori della regione del Mediterraneo sono pronti a raccogliere questa sfida e iniziare il proprio viaggio verso un futuro blu sostenibile e bello.È ora di ascoltare la loro voce.

 

Blue Future è un documentario collettivo nato dalla collaborazione tra WWF e un gruppo di giovanivideomakers che hanno in comune la passione per il Mediterraneo e la sua tutela. Nonostante la pandemia e le differenze linguistiche questi giovani professionisti hanno realizzato un progetto realmente corale che parla di Mediterraneo e del suo futuro. Ante Gugić, videomaker croato sempre alla ricerca delle miglioritecnologie per riprendere la natura sopra e sotto il livello del mare; Rabii Ben Brahim “The Dreamer”l’esploratore dei luoghi meno conosciuti della Tunisia ed Emanuele Quartarone giovane documentarista e storyteller italiano hanno lavorato insieme alla video-editor e documentarista Beatrice Surano di Torino. La sua realizzazione, a causa della pandemia, ha richiesto circa 3 anni di lavoro.

 

 

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