Fishing Impact: l'impatto della pesca e le possibili soluzioni

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La pesca a strascico è considerata un'attività di pesca poco selettiva, che produce un'elevata percentuale di catture accessorie e scarti. Questa lezione contiene una descrizione di soluzioni tecniche (ad esempio, forma e dimensione delle maglie della rete, griglie selettive, ecc.) volte ad aumentare la selettività di questa tecnica di pesca.

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Il relatore: Mario Sbrana

Foto profilo Mario SbranaHa conseguito la laurea specialistica in Scienze biologiche (1988) e il dottorato di ricerca in Ecologia marina (1996). Ha più di 30 anni di esperienza nel settore della biologia della pesca.

Dal 2003 al 2006 ha lavorato presso la Commissione europea dell'UE come ispettore della pesca con il compito di valutare l'attuazione del controllo e dell'ispezione negli Stati membri.

Attualmente lavora presso il Consorzio per il Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata (CIBM) di Livorno (Italia). Dal 2002 partecipa alle attività svolte nell'ambito del Data Collection Framework on fisheries (DCF) dell'Unione Europea.

Il suo lavoro si concentra sugli studi di pesca, sulla biologia dei pesci e sulla dinamica delle popolazioni, sulla valutazione degli stock, sulla selettività delle reti da posta e della pesca a strascico e sulla sperimentazione dell'uso di attrezzi alternativi meno impattanti.

È autore/coautore di oltre 40 articoli scientifici su riviste internazionali e 60 su riviste nazionali. Nel corso della sua carriera, ha partecipato a più di 150 progetti di ricerca nel campo della biologia della pesca. Recentemente (2021), è stato coordinatore scientifico del progetto UE “Improving the selectivity of trawl gears in the Mediterranean Sea to advance the exploitation pattern of trawl fisheries (IMPLEMED)”.

Dal 2019 al 2021 è stato presidente del Comitato Nekton e Pesca della Società Italiana di Biologia Marina.

Il progetto EcoeFISHent

EcoeFISHent è un progetto europeo che promuove un modello circolare e sostenibile per valorizzare i sottoprodotti dell’industria della pesca, integrando economia blu e verde.

L’obiettivo è trasformare sottoprodotti della lavorazione del pesce in ingredienti per integratori alimentari, cosmetici e materiali biodegradabili per il packaging, oltre che in fertilizzanti e olio per biodiesel.

Inoltre, il partenariato EcoeFISHent lavora per lo sviluppo e l'implementazione di un programma di protezione dell'ambiente marino, attraverso la raccolta, il recupero e il riciclo delle reti da pesca abbandonate e/o dismesse con cui verranno prodotti componenti automobilistici e imballaggi per prodotti cosmetici.

Un’iniziativa concreta per ridurre l’impatto sull’ambiente marino e favorire uno sviluppo più sostenibile.

Maggiori informazioni su: ecoefishent.eu